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Sabato 17 giugno 2023

Oggi le aperture dei giornali rivelano un po’ della loro identità. L’Unione si dedica alle smargiassate della Giunta Solinas su nuovi ospedali e ristrutturazione o demolizione dei vecchi. In realtà si tratta dell’ennesima trovata per parlare di ciò che non c’è al posto di ciò che c’è, e cioè i morti. In Sardegna si muore di più che altrove perché la sanità non funziona e perché i Sardi stanno rinunciando a curarsi. I morti in più sono tutti della Giunta Solinas e, ovviamnete, di qusto non si vuol parlare.
La Nuova, invece, si dedica alla decisione del giudice di Oristano di autorizzare il distacco degli apparecchi che da due anni tengono in vita una persona in uno stato di tipo vegetativo. È il segno dello spostamento del giornale dalle cronache di palazzo alla cronaca sociale. Il tema è drammatico per ciascuno di noi, ma indiscutibilmente vero e attuale.

La Nuova si dedica poi all’ennesimo annuncio: la Sassari-Alghero a quattro corsie si farà in quattro anni. Chi lo dice? L’Anas. Credeteci.

 

L’Unione dà notizia dell’ennesima partecipata assemblea degli amministratori e dei cittadini del Marghine sulle condizioni pessime in cui versa la sanità del e nel territorio. C’è da chiedersi se questo tipo di mobilitazioni hanno una speranza di efficacia o se, invece, non si debba far salire diversamente il livello dello scontro istituzionale. Quando tutti protestano dappertutto e non succede nulla, il rischio è che ci si abitui alle proteste e queste perdano di efficacia.

La Nuova ‘buca’ la notizia sulla sanità nel Marghine e invece ci informa del rinnovo del direttivo della Pro Loco di Silanus, tutto al femminile, fuorché il presidente (e la cosa andrebbe ironicamente commentata).

Infine, un po’ di cronaca: ovviamente tiene banco l’arresto dell’amministratrice nuorese che avrebbe distratto fondi dai conti dei suoi amministrati. L’amministratrice è in carcere. L’Unione si muove con prudenza e fa un titolo tecnico: “Barabino in silenzio dal Gip”. La Nuova ci va pesante e fa un titolo da vendetta sociale: “Dagli agi e convegni alla cella”. La domanda è naturale: “Chi assegnava gli amministrati alla signora? Chi doveva controllarne l’operato?”.