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Arst selvaggia: treno fermo e soldi persi per un po’ di pioggia

I danni causati alla struttura ferroviaria dal nubifragio che ai primi di giugno si è abbattuto sul territorio di Macomer hanno compromesso la stagione 2023 del trenino verde.

Del problema si è occupato nei giorni scorsi anche il sito “ferrovie.it”, importante portale Internet italiano dedicato ai trasporti, in particolare ferroviari, e al turismo, con informazioni e servizi utili per viaggiare, nonché approfondimenti per gli appassionati di treni e ferrovie, il quale ha raccolto la segnalazione della cooperativa Esedra di Macomer, che organizza i viaggi del trenino. I danni all’armamento hanno di fatto bloccato i treni.

Esedra Escursioni, la cooperativa di Macomer che si occupa della gestione del Trenino Verde su questa tratta e di altri servizi annessi all’esperienza di viaggio sul treno storico, ha diramato un comunicato stampa che sottolinea la gravità della situazione che si è venuta a creare, con conseguenze anche sulle aziende del territorio che lavorano sull’indotto del treno.

La cooperativa Esedra Escursioni auspica quindi un veloce avvio dei lavori di ripristino per cercare di salvare una stagione già seriamente compromessa.

L’Arst non sembra molto attenta alla tratta turistica Macomer-Bosa, come in passato non hanno mostrato grandi attenzioni a questa e ad altre ferrovie tutti gli enti e le società di gestione  che si sono succedute dagli anni Sessanta a oggi. Nel 1969 ha chiuso la Tirso-Chilivani. Negli anni successivi sono stati smantellati i binari e pochi anni fa sono stati sgomberati carri ferroviari e mezzi storici lasciati in abbandono per decenni nella stazione di Tirso. Mentre altrove  le vecchie ferrovie e i vecchi mezzi vengono recuperati, restaurati e valorizzati (un esempio il treno del Bernina), da noi si fa l’esatto contrario.

Anche una vecchia locomotiva che era stata restaurata e rimessa in funzione, è rimasta ad arrugginire per anni su un binario morto della stazione di Macomer.