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Rapito

Bellocchio, dopo quello di Aldo Moro, racconta il rapimento di Edgardo Mortara, bambino ebreo bolognese di sei anni, sottratto alla famiglia nel 1858 dalla polizia dello Stato Pontificio e affidato al Papa Pio IX.
Era stato battezzato, a insaputa della famiglia, dalla domestica cattolica perché, secondo lei, sarebbe morto a causa di una malattia, poi non letale, e nella speranza di un miracolo.
Per il diritto pontificio ciò era sufficiente affinché il bambino diventato cattolico, ricevesse a Roma, in un istituto del vaticano un’educazione cattolica.
Pur non rassegnandosi, e nonostante una campagna internazionale, della comunità ebraica mondiale e della stampa liberale, la famiglia perderà per sempre il bambino. “Non Possumus”, rispose Pio IX a tutti gli appelli.
Bellocchio sceglie una storia ai più sconosciuta e lo fa utilizzandone la ricostruzione rinvenibile nel libro di  Daniele Scalise,Il caso Mortara. La vera storia del bambino ebreo rapito dal papa, MilanoMondadori 1996. La sceneggiatura del film è di Susanna Nicchiarelli, una brava regista.

È un film che non lascia indifferenti e che affronta lo scontro tra potere, religione e libertà, ambientato nel 1870, anno cruciale della storia italiana: in una scena, nel finale del film, si evoca la caduta del potere temporale dei Papi con l’episodio della breccia di Porta Pia.

Rapito si avvale di un ottimo cast di attori, alcuni già utilizzati da Bellocchio per altri film, quali
Fabrizio Gifuni (Esterno Notte) e Filippo Timi (Vincere), nonché di una plumbea fotografia adatta per
la storia raccontata.

Regia: Marco Bellocchio
Interpreti:Leonardo Maltese, Enea Sala, Paolo Calabresi, Fausto Russo Alesi, Barbara Ronchi,
Paolo Pierobon, Fabrizio Gifuni, Filippo Timi
Origine: Italia, Francia, Germania, 2022